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Come funziona il New JerseyStoria delle barriere di sicurezza

La strada sicura è quella che non presenta insidie e che, in aggiunta ti permette anche di sbagliare perchè, se si eccede nella disattenzione o nel comportamento non corretto, “qualcosa” ti aiuta.
Sono i due concetti di sicurezza ATTIVA e PASSIVA della strada.
Sicurezza ATTIVA è ciò che ti rende poco probabile l'incidente; sicurezza PASSIVA e ciò che riduce le conseguenze di un incidente avvenuto.
In questo secondo ambito si inseriscono le barriere a muretto.
I dispositivi di sicurezza stradale passiva, quale che sia la loro funzione (spartitraffico o bordo strada) possono essere progettati e realizzati con diversi materiali e differenti tecniche di funzionamento. Si distinguono, infatti, in barriere a lame e paletti (in acciaio, detti anche guard rail o guardavia) che riducono l’energia dell’urto con la deformazione dell’acciaio e barriere a muretto, (prefabbricati in calcestruzzo e semplicemente appoggiati) che controllano l’urto con la forma redirettiva e lo spostamento del manufatto.
In Italia, contrariamente a molti altri Paesi europei, assistiamo ad un massiccio impiego di guard rail in acciaio, purtroppo sempre più alti e pericolosi, pur essendo conformi alla normativa italiana.
L'anomalia sta nel fatto che non tutte le barriere, anche quelle rispondenti alle prescrizioni normative, offrono la stessa sicurezza potenziale, perché le norme, modificate più volte, impongono requisiti poco funzionali alla sicurezza o potenzialmente pericolosi, e perché spesso si progettano barriere per superare i test, e non per controllare gli esiti degli incidenti effettivi.
Dal 1 Gennaio 2011 la normativa EN 1317 parte 1,2,3,4,5 farà riferimento anche ad indicatori di tipo biomeccanico, per le prove di controllo, e non saranno più privilegiati gli effetti degli urti sui veicoli ma piuttosto sulle persone trasportate.
Sin dal 2005 le barriere ABESCA sono tutte testate con manichino antropomorfo strumentato che verifica, come nei test usati per le autovetture, la validità della protezione dell’uomo (misura bio-meccanica)
Le barriere a muretto in calcestruzzo risultano oggi decisamente più affidabili e soprattutto più sicure, se comparate a quelle a nastri e paletti in acciaio (guard rail).
In caso di urto contro queste ultime, nei casi di impatto medio o leggero si possono verificare l'intrusione della lama nell'abitacolo o, per le barriere più alte, l'urto tra la lama della barriera e la testa dei trasportati su autovetture; nei casi di impatto più forte, come quello che vede coinvolti mezzi pesanti, si può verificare lo sradicamento dei paletti e quindi il cedimento della barriera.

Per non parlare degli effetti sui motociclisti. La barriera in calcestruzzo (nelle sue varie forme) in caso di urto e grazie al suo particolare profilo, genera un effetto di rinvio dinamico della vettura verso la sede stradale di appartenenza del veicolo. Inoltre, lo spostamento della barriera rende l'urto plastico, favorendo un miglior controllo della traiettoria del veicolo che si affianca alla barriera scorrendo su di essa, senza attraversare la corrente di traffico.
I vantaggi delle barriere in calcestruzzo non si limitano al solo caso di urto.
La loro sagoma e le loro ridotte dimensioni nella parte superiore, favoriscono anche una migliore visibilità in curva, per l'autista in fase di sorpasso, rispetto ai guardrail in acciaio che sono sempre alti e larghi in sommità.
Inoltre, la scelta del calcestruzzo garantisce una maggiore durabilità nel tempo, basse esigenze di manutenzione sia ordinaria che post incidente, con indubbi vantaggi sul piano anche dei rischi di incidentalità legati alla presenza di cantieri di riparazione.
A questi vantaggi in termini di sicurezza possiamo aggiungere anche i minori costi di acquisto e di montaggio.
Usando le barriere in calcestruzzo, con la stessa spesa si protegge quasi il doppio dei chilometri di strada rispetto all'utilizzo di barriere in acciaio.
Infine un fattore decisivo a favore delle barriere in calcestruzzo riguarda la loro elevata sostenibilità ambientale in quanto interamente riciclabili e vestibili con colori e materiali locali.





 
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